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    July 02

    pensieri

    Le leggi della fisica sono qualcosa di straordinario. Rappresentano le regole di comportamento degli oggetti o corpi materiali. Un oggetto di massa maggiore attrae uno di massa inferiore. Per esempio, il sole attrae la terra. Ma ciò non è necessario. Voglio dire che non è un qualcosa di assolutamente necessario, potrebbe anche non essere così. Nel senso che queste regole avrebbero potuto essere anche differenti.
    E' come quando si crea un gioco e con esso delle regole di gioco. Quelle regole non sono necessarie, si potrebbe anche optare per delle regole differenti e creare, quindi, un gioco diverso.
    Ma c'è qualcosa che è ancora più straordinario: quelle leggi fisiche non stanno scritte in nessun angolo del cosmo. Chi comanda ai corpi di comportarsi in una certa maniera, di muoversi ed accelerare in un'altra maniera? Non è solo una questione di magnetismo e gravità, o lo è solo in parte.
    I nostri sensi ci conducono a confondere le conseguenze con le cause. Quello che percepiamo è cio che di più vicino a noi abbiamo, anche temporalmente. Quello che di più immediato è a noi, è certamente il risultato di un succedersi che non abbiamo avuto modo di seguire e percepire. Quando vediamo la punta di un iceberg, percepiamo quel lato di una faccenda che è più vicina alla nostra condizione di esseri umani, di microbi in questo universo.
    Cosa ci celano le leggi fisiche?
    Magari un movimento logico e predeterminato di una coscienza cosmica, anima di tutto ciò che ci circonda?
    Magari le leggi fisiche sono, rispetto a ciò che vi si cela dietro, come la pioggia che cade dal cielo: il risultato e la reazione, forse l'espressione stessa, della natura propria e intima delle cose.
    Tutto ciò che a noi si manifesta potrebbe non essere affatto come noi lo percepiamo, ed infatti non tutti gli esseri viventi vedono, toccano, annusano e ascoltano alla stessa maniera. Così come è vero che ci sono frequenze di percezione che la nostra natura fisica e percettiva non raggiunge. Allora potrebbe anche essere vero che i nostri sensi intercettano ciò che è a noi esterno e ce lo traduca nella maniera con la quale lo conosciamo. A dimostrazione di questo si può usare l'esempio dei colori. I colori non esistono, sono frequenze di luce; nè i colori sono una proprietà appartenente oggetti che noi percepiamo colorati in una certa maniera. Gli oggetti hanno solo la capacità di assorbire una frequenza di luce e respingerne altre: le frequenze di luce respinte dall'oggetto sono quelle che arrivano a noi, che attribuiamo il colore corrispondente a quelle frequenze e a quell'oggetto.
    Cosa permette all'oggetto di intercettare delle frequenze di luce? E se l'oggetto non fosse semplicemente un ogetto ma un campo magnetico ed energetico che assorbe delle energie di una certa carica e frequenza? La meccanica quantistica c'insegna che quelle particelle che formano gli elettroni, i neutroni e i protoni di ogni atomo possono essere oltre che corpuscoli anche delle onde. Gli oggetti, e non solo, potrebbero eavere quindi una natura diversa da quella che i nostri sensi ci regalano.
    Tutto ciò che ci circonda potrebbe essere un insieme di molecole che vibrano in maniera differente, anche gli spazi che ci separano dagli oggetti. Un tutt'Uno che vibra. Un tutt'Uno composto da una quantità infinitamente grande di particelle, ognuna delle quali vibra ad una certa frequenza. Un certo numero di particelle che vibrano in maniera simile, e vicine tra loro, potrebbero formare un oggetto, un albero, una qualsiasi cosa. Ma non è detto che queste particelle vibrino alla stessa frequenza, perchè la pietra come l'albero sono formati da elementi chimici diversi tra loro, non da un unico elemento. Il denominatore comune tra queste particelle che formano un oggetto potrebbe essere la coscienza. La coscienza pietra, la coscienza albero, la coscienza acqua. Ma la coscienza è esterna alle particelle, come potrebbe esserlo un'anima incarnata in un corpo, oppure è la natura pura e reale delle particelle, nel senso che le particelle sono la manifestazione fisica della coscienza? (energia pura e vibrante fuori dai limiti e dalla dimesione spazio-temporale percepibile da noi in quanto coscienza nella dimensione "spirituale").
    Immaginate questi gruppi di particelle di coscienza, che percepiamo come unità-oggetti, in continuo cambiamento, ed evoluzione, in quanto a contatto con altri gruppi particelle-coscienza. Paragonateli a un individuo che si risveglia dal sonno e lentamente apre gli occhi. Nel paragone attribuite all'azione dell'apertura degli occhi un arco di tempo di 200.000 o 1 milione di anni. Così la pietra diventa polvere, la polvere diventa erba, l'erba diventa pianta, poi albero, frutto, poi verme, poi insetto, poi rettile, poi mammifero, poi uomo, poi....
    Questo presuppone che la coscienza sia separata dalle particelle, a meno che le particelle non abbiano la capacità di scomporsi grazie al salto evolutivo effettuato nel corso di una singola vita. Per esempio gli elementi di carbonio del corpo di un qualsiasi animale, al termine della sua vita, grazie al salto evolutivo da lui effettuato in quanto coscienza, potrebbero avere assunto una frequenza vibratoria differente. Di conseguenza gli elementi carbonio si scompongono per ricomporsi in elementi chimici diversi. Non è impossibile. Chi segue l'esistenza di quelle molecole e provare che restano intatte, del resto una fusione e scomposizione degli atomi viene sperimentata oggi dai fisici ed era stata profetizzata dagli alchimisti di un tempo.
    In questa maniera la coscienza potrebbe prepararsi ad una nuova vita, sotto una veste materiale diversa. E' altresì vero che il passaggio da una vita da trota ad una vita da mucca o elefante comporta una maggiore quantità di molecole e, in minima parte, anche di composizione chimica diversa. Inoltre in un essere vivente avviene un frequente mutamento della sua composizione chimica. Molte delle cellule dopo un certo periodo di tempo muoiono e immagino siano scartate dall'organismo, mentre altre estranee si aggiungono al corpo attraverso al cibo.
    Ciò ci porta a distinguere le particelle dalla coscienza degli esseri viventi. La coscienza non può perdere parte di sè ed inglobare coscienza estranea in sè.
    Quindi la distinzione ora è da farsi tra Coscienza universale o Cosmica e coscienza individuale. La Coscienza Universale è quel Tutto che lentamente evolve e che si manifesta materialmente attraverso le particelle. La coscienza individuale è la coscienza dell'essere vivente, è la coscienza che si manifesta come principio vitale degli esseri viventi. E' ciò che accompagna gli esseri viventi nel susseguirsi delle loro vite e della loro evoluzione. La coscienza individuale è ciò che alcuni chiamano anima, è ciò che emana il pensiero. E' la natura essenziale degli esseri viventi, tutti; è una nube che vibra. E' lo strumento che potrebbe permettere di percepire la Coscienza Cosmica, il Divino. E' come la scintilla che si stacca dal fuoco: si stacca dalla Coscienza Cosmica quando questa è pronta per partoriee un essere vivente. E da un essere vivente la coscienza individuale continua il suo lento risveglio fino a diventare perfetta come il Cosmico. E la scintilla lenta torna fuoco.
     
    accetto critiche costruttive su su ciò che scritto, critiche distruttive sulla mia mente. M'interessano critiche soprattutto sui passaggi logici tnx ;)